Cultura fluida.

Accade qualcosa di nuovo, di inusitato. Se non fosse ridicolo, sarebbe scandaloso, ma fa più tenerezza che suscitare sdegno. Accade che la propaganda “a catena singola” (il gergo della medicina genico-sperimentale soccorre) non possa rinunciare allo spazio di visibilità che ad essa è stato concesso, ma si trovi tanto a corto di argomenti da dover ripiegare sul processo fisico della “trasformazione” e passi dallo stato solido a quello liquido, facendo prevedere un’imminente ed ulteriore salto a quello gassoso. Che sia il preludio della definitiva dissoluzione e conseguente sparizione aerea finale ?

E che ci dicono i santoni delle discipline ibride ?

Che qualsiasi capovolgimento dei dati fattuali, qualunque sovversione dei risultati esperienziali può essere giustificato e che un fatto obbiettivo non è più tale se si diluisce nel (e si giustifica con il) tempo trascorso.

Così accade di sentire sedicenti intellettuali dire che i numeri e le risultanze statistiche che stanno venendo alla luce devono essere processati in modo graduale; ci raccomandano (proprio loro) la cautela. La cautela adesso è una dote propria dei migliori a cui sanno di appartenere per investitura del ministero della verità con cui collaborano da mesi e anni. Sanno che l’impatto dei nudi numeri e la rivelazione del trucco a cui essi li hanno sottoposti sarebbe fatale per gli allocchi ipnotizzati di cui l’elite normo-dotata si prende cura.

Eccoli ancora qui, in tv, con i loro abiti sofisticati e il trucco leggero e quasi mai cafone a distrarre le moltitudini dall’evidenza e concedere al volgo la loro graziosa “ammissione”. A dire che si, il calcolo è stato alterato, i dati sono stati artefatti e forse (forse ?) il risultato non era quello corretto.

Ma che altro si poteva fare ?

Occorreva l’esperienza per avere una tesi e la strada per arrivare fin qui non poteva che essere quella più prudente, quella che i prescelti hanno dovuto decidere di imboccare, anzi di far imboccare a una pletora di semplici, disarmati e inconsapevoli che chiedevano di essere guidati, condotti e tratti in salvo.

Ecco perché il prezzo non conta e quando arriverà il conto ci saranno altri applausi.

Ché la cultura, la conoscenza e l’umanità sono già diventati liquidi e si adattano volentieri, per mostrare a chi ne è privo come si fa a sopravvivere senza forma.

Una replica a “Cultura fluida.”

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