C-salveremo?

A questo punto della storia, siamo ancora qui e siamo vivi. Non sapremo mai la verità, sulle cause, sulla cura, sui numeri, su nulla. Ma temo che non rinunceremo ad avere una risposta rassicurante, a chiedere la garanzia di salvarci. Chi più, chi meno, ciascuno ha avuto la sua dose di paura, alcuni l’hanno affrontata, altri superata, altri ne sono ancora soggiogati, ma ad ognuno è toccata la sua parte. Aspettiamo – dunque – la fine, la salvezza per tutti, o quasi, chi più, chi meno.

Ci salveremo ?

Questo nuovo mondo non è più lo stesso non è la stessa questa umanità progredita e cambiata, suo malgrado, diversa da qualsiasi altra prima d’ora. E’ diverso il rapporto tra due mondi che finora sembravano essere chiaramente l’uno contenuto nell’altro. E’ lontanissimo il tempo in cui scoprivamo il world wide web di www punto-qualcosa, la versione digitale di tutto quello che ci era conosciuto sembrava un suo improbabile surrogato, il mondo sintetico non aveva alcuna pretesa di essere un’alternativa a quello analogico, così reale e tangibile. Entravamo nella dimensione virtuale con la consapevolezza della finzione e del resto erano grossolane pure le sue vesti. Poi, un po’ alla volta, quelle figure, quegli ambienti, quei personaggi hanno assunto sembianze sempre più reali, tridimensionali, suggestive e la nostra interazione con loro si è evoluta in realtà aumentata, chip neurali, intelligenze artificiali adattative. Repliche, sempre e comunque, cloni senza alcuna pretesa e senza vita, senza di noi. O così sembrava. Ma adesso? E’ ancora così?

Il portale sembra essere rimasto aperto troppo a lungo, quanto basta per non permettere più di distinguere chi va e chi viene, se entra o se esce qualcosa o qualcuno.

Universo o metaverso ? 

Ci chiederemo presto quale sia nato per primo e presto potremmo non sapere a quale riconoscere di essere reale. Guardiamo quello che è accaduto con il flagello virale. Il mostro ha generato il collasso tra i due mondi, la sua diffusione ha innescato un effetto inverso che nessuno pareva avesse previsto: quello che non è ancora avvenuto nella dimensione “reale” sta accadendo “a parti invertite” in quella “meta”.

IL MONDO VECCHIO.

In questo mondo, quello in carne e ossa, si è condotto e si sta conducendo un esperimento senza precedenti, si è messa alla prova la resistenza delle persone ad una progressiva privazione dei diritti e delle libertà essenziali, o meglio di quelli che erano ritenuti essenziali in base alle convenzioni ed ai patti siglati da tempo. Per dirla con l’alfabeto sciamanista di Don Miguel Ruiz (l’autore de “I quattro accordi”) si è provato e si sta provando a modificare gli accordi che reggono il patto tra umani. Viene cambiato dall’alto il sogno del pianeta, con una corrispondente e progressiva compressione del sogno individuale, quello di ognuno.  E’ la prima volta che accade ad una fetta così grande di umanità che il sogno collettivo non sia il prodotto della somma dei sogni individuali, bensì venga generato dalla decisione di pochissimi e poi imposto a tutti gli altri. Gli strumenti sono quelli della (ri)programmazione neuro linguistica, dell’evocazione del drago, del mostro terrificante. Lo spettro della morte diventa il fondale permanente di ogni singolo giorno di vita e la recita del mantra del terrore è affidata ai grandi comunicatori, ai divulgatori mercenari che servono la nuova propaganda. Così che, nonostante l’esperienza personale di ognuno sia differente, benché nessuno abbia assistito di persona all’ecatombe che viene visualizzata dall’ologramma televisivo permanente, tutti credono all’esistenza del mostro onnipresente e accettano di nascondersi, di rintanarsi. I più consegnano ad altri, migliori di loro, il compito di difenderli, arrivando al punto di immolare i loro stessi figli sull’altare della sopravvivenza della specie.

IL MONDO NUOVO.

Sull’altro versante accade qualcosa di incredibile e non previsto, nel metaverso che i padroni del potere finanziario condividono con i nuovi stregoni del World Economic Forum c’è un problema inatteso. Quel mondo non è sotto controllo,  non abbastanza. Ovvero, il controllo non era un elemento previsto, giacché proprio l’indipendenza dal controllo era stata l’ingrediente principale del suo successo e della sua diffusione. L’accessibilità apparentemente gratuita a tutte le sue infinite estensioni era il segreto della sua crescita. Ma nascondeva la trappola che i suoi creatori hanno scoperto un pò alla volta, distratti dalla velocità della sua estensione e dalla facilità del guadagno che ne conseguiva per loro. Loro si appropriavano di quel mare di informazioni personali e ne intuivano il valore che a noi sfuggiva completamente. Abbiamo imparato molto più tardi la regola per cui “se non vedi il prodotto, allora il prodotto sei tu” (cit. “The social dilemma”). Ma mentre nel mondo antico si soffoca la resistenza all’esperimento di privazione di massa, proprio nel metaverso si è permesso alla resistenza di nascere, attecchire e diffondersi. Lì la propaganda non era e non è capillare, la censura non era e non è sufficientemente pronta e forte e il controllo è difficile. Algoritmi e fact-chekers sintetici non hanno raggiunto l’efficienza del sistema unico che controlla le informazioni sul piano materiale del vecchio mondo. E adesso è troppo tardi.

Lo spazio di manovra concesso ai riottosi e ai ribelli ha rafforzato la resistenza. Ogni vittoria avuta nelle singole battaglie e nella guerriglia senza quartiere ha contributo a rafforzare il morale dell’esercito variegato dei ribelli di Zion. I giovani genii del mondo nuovo non sono mai stati veri generali e le loro goffe regole di repressione hanno fatto agevolato le roccaforti della resistenza, su Telegram e sulle piattaforme open-source ecc. Arrivano segnali di nervosismo e i primi tentativi di controffensiva, ecco la minaccia della chiusura dell’intero universo digitale per il continente europeo. Ma in realtà è solo business e la posta in gioco è alta. Si contende della possibilità conservare i dati (guarda un pò) degli utenti europei sui server statunitensi e la questione non è di poco conto, considerando che dalla scelta derivano differenti prospettive sull’accesso ai dati stessi, sulla loro gestione e sulle modalità di controllo istituzionale. Il metaverso sfida l’universo conosciuto e perde sui mercati, fallisce le trimestrali e cede trilioni. Non si tratta più di fantasie e gioco, non si entra e si esce a piacimento. Si decide se ci salveremo. E chi si salverà, i servi dei vecchi padroni o i ribelli di Zion?

2 risposte a “C-salveremo?”

  1. Il problema parte dalla disubbidienza dell’uomo verso il suo creatore. Il terrestre abilitato da Yhwh Elohim ad essere in una particolare comunione con lui grazie allo spirito di vita, dopo essere stato posto nel giardino, è ora il termine di una parola pronunciata da Yhwh Elohim. Potremmo meglio dire è il tu a cui l’essere divino indirizza una parola che è nella forma del comando:

    ¹Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

    Al v. 16 della Genesi si incontra l’ottavo verbo con Yhwh Elohim come soggetto, «ordinò» (ṣāwāh), eccedente rispetto al settenario e per questo importante per rilanciare il racconto e far crescere la tensione drammatica. Da notare subito che il comando divino abilita un altro organo sensitivo del «terrestre», quello dell’udito; precisa poi il «potere» che Yhwh Elohim ha affidato al terrestre perché richiama la possibile alternativa offerta alla libertà umana, una vera e propria posta in gioco capitale di vita e di morte. Nonostante Dio ha inviato Profeti ed infine il figlio Gesù Cristo, l’egoismo dell’uomo continua a nascondere la verità, continuando l’esperienza di morte esistenziale, coperta da effimeri viaggi di A/R

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  2. Non sono credente , ma credo in tutto ciò ch’è vita fino a che non cambia la materia ; l’energia che si espande in una dimensione diversa e a questo punto serve credere in qualcosa e non è più la vita, ma la morte che arriva per tutti e non è l’Attesa di una madre che ti genera, ma la fine di un ciclo vegetativo…Capaci di generare e non di difendere i propri cari da qualcosa che va al di là della conoscenza… Malattia, depressione, suicidio , incomprensione un mondo sommerso dell’Animo umano che disconosciamo… Ho letto tanto, ma non m’è rimasto nulla. Grazie !

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