L’Amore è una cosa semplice

Sto per arrendermi. La tua assenza mi pare tanto insopportabile che cerco il modo di cedere e cancellarti. In realtà faccio il contrario e mi aggrappo ad ogni frammento del ricordo di te come se fosse l’ultima boccata d’ossigeno che inalerò. Poi rimango ancora senza fiato e ne cerco ancora, e ancora.

Mi rassegno e non resisto più, meglio arrendersi e vedere fin dove arriva questa malinconia. Sortilegio o punizione, sono stato io a sceglierli e adesso il mio cuore misura l’intensità della mia vita al ritmo del suo male, segue il suo battito mancante, lo spazio vuoto tra un bum-bum e l’altro. 

Compongo senza sforzo questo suono e ascolto la mia opera nota dopo nota. Fa male, ma senza di questo la vita sarebbe nulla. I miei sensi sono vigili e attenti, sovrumani, e mi conducono proprio la dove mi serve arrivare.

Vedo la tua auto e quel cuore ha un primo sussulto, rallento e giro il capo lentamente e il colpo irrompe nel petto, è talmente forte da sentirne il rumore: “BUM”. Ti farebbe ridere.

Non puoi vedermi e neppure immaginare che io sia lì, in una città così lontana da quella che ci ha visti innamorati e ha gioito del nostro amore e così io posso guardarti a lungo. Il cappotto bianco fa da sfondo ai tuoi capelli…bellissimi, che mi basterebbe accarezzarli e sentirne il profumo solo un attimo per andare avanti fino alla prossima crisi d’astinenza, un altro mese, un altro anno ti porterei dentro anche senza rivederti.

Leggi e hai gli occhiali sul naso, rossi e delicati sono perfetti sulle tue guance bianche, e così sono rosse le tue labbra leggermente strette mentre rimani assorta. Vorrei che mi guardassi, ma se mi guardassi fuggiresti via.

Ho trascorso mesi a soppesare la colpa che sbarra la strada alla mia felicità, per capire alla fine che la mia felicità vuole esistere con te e nient’altro. Niente di meno, perché il sangue non finisce il suo giro senza, niente di più, perché niente può essere più di quello, di me e te insieme.

Lascio che la macchina vada da sè, lenta e non stacco gli occhi neppure un attimo dal tuo viso, finché non posso più vederti e mi accorgo che non ho dimenticato un solo tratto, un solo segno, la piega assorta all’angolo della tua bocca dolce, le ciglia fitte, lunghe e nere come la china, il disegno flesso e perfetto delle sopracciglia che sembrano comete e sfuggono verso la coda affusolata di quegli occhi, grandi abbastanza da contenere il mondo.  

Cerco a memoria le tue orecchie nascoste dai troppi capelli e li scosto dolcemente per accarezzarle, e ti sento ridere. Non c’è pianto e neppure piacere o passione che abbia descritto il nostro amore più del nostro ridere. Abbiamo riso sempre, ovunque e ogni volta il tuo sorriso ha illuminato tutto e sciolto i nodi serrati dei miei ricordi e ho imparato a vivere e a ridere di gusto, senza freno, del buio, della paura, di me.

Mi ricordo quelle scale e il loro buio improvviso e le mani che si cercavano impazienti e le labbra e la lingua avida e dolce, e poi la luce e di nuovo l’allegria di quelle risate incontenibili che davano un nome all’amore mentre qualcuno passava e ci faceva spazio, sorridendo con noi.

Ridevi anche quel pomeriggio, mentre misuravi mille cose nel camerino e ci sembrava di essere da soli in mezzo alla confusione e io non ho resistito alle tue gambe nude e alle scarpe sfacciate ai tuoi piedi.

Mi hai rimproverato e preso in giro per averti baciata così e poi mi hai baciato mentre ridevamo ancora e rideva chiunque ci fosse intorno.

Lasciarti era impossibile e non c’era un destino diverso da una vita insieme, tutta insieme, ogni minuto, il bello e il brutto, la pioggia e il sole, sapevamo che non ci sarebbe stata una via di mezzo, quello era l’Amore, una cosa semplice e nient’altro.

Il buio di un cinema ci ha accolti come fossimo ragazzi e ha custodito attento le tue mani strette sul mio braccio e i baci lunghissimi e gli occhi umidi e i cuori che impazzivano, dissolti e senza più controllo, quella prima volta per sempre e senza potersi separare più.

Abbiamo cenato l’uno di fronte all’altro e ci siamo guardati negli occhi così forte da non poterli chiudere, come se sapessimo di non averlo il futuro che Dio voleva per noi. E poi mi hai accarezzato il petto mentre percorrevamo la strada buia e troppo breve che ci avrebbe fatti lasciare per quella notte, e senza dire una parola quella strada ci ha accolti in un piccolo anfratto nascosto, dove quel buio sembrava più denso e dove abbiamo lasciato pudore e vestiti e ci siamo scambiati il sangue, che avremmo potuto morire senza paura e rimpianto.

Così è stato sempre, tutto e ancora tutto.

E ridevo anche della tua gelosia e del tuo broncio e delle spalle che mi giravi e di me che sapevo ghermire il tuo collo sottile, appena sotto quegli splendidi capelli con cui parlavo di notte.

Su quel collo lasciavo il segno delle mie labbra e dei denti che avrebbero voluto mangiarti e facevo fermare il tuo respiro solo quanto bastava perché ripartisse insieme al mio.

La nostra sfida era vinta in partenza.

Il nostro Amore è una cosa semplice e non finisce perché non può.

il mio cuore si è fermato per la prima volta a prendere fiato, quando è stato finalmente a casa con te. Prima di te sono appartenuto a mille mondi; li nascondevo, a volte uno, a volte l’altro e mai avrei sognato di mostrarli tutti e vivere ovunque senza pudore come ho saputo da te, che li avresti amati e ci saresti venuta con me, per starci bene come fossero i tuoi. E così anche i tuoi piani segreti si sono dischiusi e mi hanno accolto come fossi nato lì. Abbiamo attraversato insieme un varco pauroso e siamo saltati senza esitare nella tana del Bianconiglio. Non aveva importanza tornare, tutto il nostro mondo era stretto tra le nostre braccia e i nostri cuori.

Ma siamo dovuti tornare e non c’è stata scelta e avevamo ancora troppe cose da fare.

Avrei dovuto imparare da te, ad ascoltare in silenzio, a riprendermi l’anima e dividere il peso e la gioia.  Avrei dovuto svelarti Dio e fartelo conoscere. Avrei vinto la tua paura e abbracciato i tuoi fantasmi che sono bellissimi come te.

Non passerà mai in questa vita e mi accompagnerà nella prossima dove pagherò ancora, ma hai salvato il mio cuore dal deserto e adesso vive di quello che gli hai dato e basterà per sempre.

Mi lascio credere che quella canzone diceva la verità e che va bene anche così, senza incontrarsi. Me lo hai detto allora, di amarti anche se non ti conoscevo e adesso siamo di nuovo nascosti nel mondo in cui siamo destinati a invecchiare. Posso pensare, posso sognare, posso immaginare, posso vivere e credere che un giorno verrò a prenderti e sfiderò le tue difese e accarezzerò le ferite che ho lasciato io e quel giorno sarò diverso e ancora innamorato di te. Questa è ancora la mia vita e il mio destino.

L’Amore è una cosa semplice e io ti amo. Semplicemente sono te.

4 risposte a “L’Amore è una cosa semplice”

  1. L’Amore non è semplice ed è difficile incontrarlo… Molte coppie stanno insieme senza Amore… Penso che l’Amore deve riempire il cuore all’orlo e dare tutto quello che hai cercato fino ad allora… L’Amore è casa ,famiglia, comprensione e mani che ti cercano e braccia che ti accolgono… Quando l’Amore bussa , bisogna accoglierlo e non lasciarlo scappare … Ciao !👍😉

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  2. Post semplicemente meraviglioso.

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      1. Grazie a te per la risposta! Anche se non vale nulla rispetto al tuo, anch’io ho appena pubblicato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

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