IO VI MALEDICO

È trascorso il giorno della vergogna, quello del ricordo e della celebrazione e dei buoni propositi. È stato il giorno dell’abisso guardato in profondità e grazie alle donne che l’hanno animato i suoi mostri sono stati spogliati e immolati al giudizio morale.

Ho letto storie composte e racconti sanguinosi e ho imparato che il male non ha forma perché assume ogni forma. Che l’abuso è tale quando squarcia la carne tanto quando fa a brandelli la coscienza, la mente e il cuore.

Ho visto bambine in ginocchio che pregavano e madri con le ossa spezzate che imploravano pietà.

Ho letto di bestie senza coscienza, armati di rancore, eredi di tradizioni oscure e vigliacchi come conigli che si sono armati contro chi mai avrebbe potuto difendersi.

Ho provato orrore, disgusto e rabbia, infine ho accolto l’odio e ne ho raccolto il distillato più amaro.

Quell’odio c’era e c’è ancora oggi. Si è condensato dentro di me, sento ancora l’odore acre e un grumo violento ha rallentato il mio cuore che adesso fa fatica a continuare così.

Non c’è legge e non c’è giustizia in quello che ho letto, sentito e visto. Non ce ne sarà oggi dentro di me che ho giurato di essere fedele a me stesso anche quando ciò che sono fa paura e non piace a nessuno.

Oggi sarà io la parola della giustizia degli uomini che non c’è stata e lo sarò con le mie sole parole e con tutta la mia responsabilità di uomo.

Devo sciogliere il grumo e dare una via all’odio che provo, prima che mi rimanga dentro e mi pieghi, e devo credere che nessuna bambina, donna o creatura indifesa verrà mai toccata dove le mie mani possono arrivare.

Sento la rabbia e voglio minacciare.

Odio e voglio vendicare.

Provo rancore e voglio punire.

Voglio dirvi, bestie, vili e macellai, che dovete avere paura di noi, dovete temere gli uomini hanno amore forte dentro e non temono la vostra magia nera, perchè amano senza condizioni madri, compagne, mogli, sorelle e figlie e dunque sanno minacciare, punire e vendicare.

Non c’è legge nel vostro mondo popolato da bestie mangiatrici di carne e non ce ne sarà nel nostro dove oscureremo la luce per un attimo soltanto.

C’è un posto buio nel cuore dell’umanità, il posto dove per la prima volta è stato permesso che uno di voi soffocasse la bellezza con la forza. Il buio è sceso subito in quel momento a coprire quella vergogna, perché nessuno l’ha impedito. Quel buio è complice ed è pari allo scempio che ha nascosto; a quel posto orrendo appiccheremo il fuoco; che bruci e si contorca con dentro i demoni pallidi che ha accolto, che siate maledetti per aver commesso l’abominio e coperto l’abuso e le fiamme si levino alte per illuminare il dolore di voi storpi spacciatori della forza malata.

Insegneremo ad altre bestie come voi che braccia di uomini, figli, compagni, mariti, fratelli e padri si stringeranno d’ora in avanti a cingere la bellezza e ne proteggeranno grazia e virtù. 

Non ci sarà un solo varco in cui le vostre unghie possano far presa. Non ci sarà tregua per i vostri pensieri malsani e immondi. 

Le maschere dietro alle quali vi nascondete, poveri e vigliacchi vi verranno strappate e arderanno in quel fuoco. 

Quanto a voi, sappiate che uomini innamorati proteggeranno la bellezza nei giorni che verranno e nei secoli che seguiranno e nessun perdono sarà riservato a voi e alle vostre madri e ai padri che negheranno il male che covate in petto. Le nostre mani lo squarceranno e quel parassita sarà estirpato ed esposto nudo e viscido mentre lo guarderemo morire.

Non ci sarà tregua per quelli che tradiranno il patto celeste della bellezza, dell’armonia, del rispetto e della libertà.

Dio non vendica e permette ogni cosa.

Dio ha generato anche voi mostri.

E Dio ha generato noi, che vi bandiamo, vi scacciamo e vi bracchiamo fino al confine dell’universo che è stato creato per rendervi la fuga lunga e penosa.

Proverete la paura che avete inflitto e crederete di essere salvi per un solo istante, prima che il nostro colpo vi finisca.

Dio ha creato la bellezza per illuminare, il grembo per generare e infondere la vita, il seno per nutrire e braccia e occhi per amare infinitamente e la bellezza ci ha allevati e ha mandato nel mondo noi uomini che giuriamo oggi di difenderla con la vista stessa.

Quella bellezza ha meritato il nostro eterno amore, la libertà di espandersi e deve essere luce per il mondo.

Guai a voi che avete osato credervi più di Dio stesso.

Guai a voi che non vedete la grazia.

Guai a voi che stendete la mano senza rispetto.

Guai a voi che negate la vita stessa.

Io vi odio e chiedo a Dio di convertirvi tutti all’amore e chiedo a Dio che non accada mai più.

Io Ti dico, Mio Dio: “se devi ancora permettere che accada, fa che accada dove le mie gambe possono portarmi veloce, dove le mie braccia possono raccogliere il grido di paura e dove la mia mano può infliggere il colpo e salvare.”

Che se un’anima deve essere presa, non sia mai più quella innocente di una bambina e di una donna, ma sia la mia che ha già vissuto e si è sporcata ed è forte abbastanza per pagare in eterno e chiedere il perdono anche per voi, mostri che maledico.

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